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  • Metadata

    • Document type
      Review (monograph)
      Journal
      sehepunkte
      Author (review)
      • Dorandi, Tiziano
      Language (review)
      Italiano
      Language (monograph)
      Deutsch, Ελληνικά
      Editor (monograph)
      • Strobel, Benedikt
      • Wöhrle, Georg
      Title
      Xenophanes von Kolophon
      Year of publication
      2018
      Place of publication
      Berlin
      Publisher
      De Gruyter
      Series
      Traditio Praesocratica
      Series (vol.)
      3
      Number of pages
      V, 549
      ISBN
      978-3-11-055944-6
      Subject classification
      Intellectual History
      Time classification
      until 499 AD → 999 - 1 BC
      Regional classification
      Ancient World → Greece / ancient
      Subject headings
      Xenophanes
      Vorsokratiker
      Quelle
      Original source URL
      http://www.sehepunkte.de/2019/01/32564.html
      recensio.net-ID
      ed53b4fe9ac64ebfbcb2196832d007f5
      DOI
      10.15463/rec.1401424874
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Benedikt Strobel / Georg Wöhrle (eds.): Xenophanes von Kolophon (reviewed by Tiziano Dorandi)

sehepunkte 19 (2019), Nr. 1

Benedikt Strobel / Georg Wöhrle (Hgg.): Xenophanes von Kolophon

La serie Traditio Praesocratica si arricchische di un terzo volume interamente riservato a Senofane di Colofone, poeta e filosofo vissuto tra VI e V sec. a.C.

I criteri seguiti da Strobel e Wöhrle nella preparazione della raccolta sono gli stessi dei primi due volumi e cioè la presentazione di tutte le testimonianze e i frammenti finora consociute sul filosofo presocratico presentate seguendo l'ordine cronologico delle fonti. Per Senofane, sono riuniti e tradotti in tedesco ben 348 testi, in greco, latino, arabo, ebraico, siriaco e armeno. In quanto classicisti, i due autori si sono avvalsi, per la tradizione orientale, e araba in particolare, del contributo di Elvira Wakelnig. I testimoni papiracei sono stati riesaminati da Christian Vassallo.

Il volume consta di tre sezioni. Dopo una breve introduzione (1-7), preceduta da una Vorbemerkung (V) e dall'Inhaltsverzeichnis (VII), segue l'edizione dei testi (9-394) e un lungo, ma prezioso Anhang (395-549). Questa ultima sezione si declina in numerosi capitoli che costituicono uno strumento indispensabile per la lettura del volume: abbreviazioni; edizioni degli autori greci e latini, degli autori arabi; letteratura secondaria sugli autori greci, latini e arabi nonché sulle fonti papiracee; lista delle testimonianze raccolte; indice alfabetico degli autori; concordanza, apparato dei luoghi simili; indice delle persone e dei luoghi geografici; indice analitico (Register der Sachen und Begriffe); "Verzichnis der Belegstellen für die Diels/Kranz-Fragmente (VS 21 B)" e infine un elenco dei papiri.

Nell'introduzione, Strobel e Wöhrle richiamano i principi seguiti nella preparazione della raccolta e in particolare insistono sull'ordine cronologico che presiede alla successione dei testi e sul fatto che ancora una volta la loro intenzione primaria non è un restauro "des möglicherweise originalen Wortlauts oder Werkzusammenhanges der vorsokratischen Philosophen" (2), per il quale rimandano alla sezione B ('Fragmente') dell'edizione canonica di Diels/Kranz. Oltre a Diels/Kranz, si dovrà tuttavia tenere conto anche delle più recenti raccolte di Untersteiner (1956), Lesher (1992) e Laks/Most (2016) nonché, per i frammenti elegiaci, di quelle di Gentili/Prato (2002) e West (1992).

La seconda parte dell'introduzione, di mano di E. Wakenlig, presenta importanti osservazioni sui testi arabi. Particolare attenzione meritano Xen. 271-279 (traduzione araba di Qustā ibn Lūqā dei Placita dello pseudo-Plutarco), Xen. 297 (estratto di Al-Šahrstānī) da leggere in relazione con la testimonianza (Xen. 267) della dossografia dello pseudo-Ammonio, nonché Xen. 304-305 traduzione latina di un originale arabo conosciuta con il titolo di Turba philosophorum . Manca una sezione sulla tradizione papirologica per la quale si veda almeno Chr. Vassallo, "Xenophanes in the Herculaneum Papyri", APF 60 (2014), 45-66.

Il nucleo del volume consiste nella raccolta dei testi accompagnati da una versione tedesca (che riprende talora traduzioni precedenti) e da poche note alcune delle quali assumono la forma di apparati recuperati dalla edizioni di riferimento o redatte appositamente (per i reperti papiracei). I 348 testi, numerati di seguito e presentati seguendo l'ordine cronologico delle fonti che li tramandano, rendono bene conto della diffusione dell'opera e del pensiero di Senofane dal VI/V secolo (la fonte più antica è Epicarmo, citato da Aristotele nella Metafisica : Xen. 1 e Xen. 8) al XV secolo (Xen. 333: Michele Apostolio, †1480). A parte stanno i Testimonia (Xen. 334-348) che è difficile datare precisamente: un epigramma della Anthologia Graeca (Xen. 334) e passi dagli scolii a Aristofane, Aristotele, Basilio il Grande, Dionisio Periegeta, Esiodo, Ippocrate, Omero e Platone (Xen. 335-348).

Ho già avuto modo di sottolineare presentando in questa medesima rivista (9, 2009, Nr. 11 e 15, 2015, Nr. 12) il primo volume della Traditio Praesocratica (nella versione originale e nella redazione inglese curata da R. McKirahan) i rischi che comporta la presentazione dei testi seguendo l'ordine cronologico delle fonti e resto fermo sulle mie posizioni, anche se in questo terzo volume si registra qualche miglioria e progresso.

Di seguito, poche sporadiche note sotto forma di 'Adddenda & Corrigenda', che non costituiscono ovviamente una critica maggiore al volume la cui utilità resta indiscutibile.

Xen. 14-15 - La lettura e la fruizione del "MXG" non può prescindere dalla ricerca di J. Wiesner "Ps.-Aristotele MXG: Der historische Wert des Xenophanesreferat", Amsterdam 1974.

Xen. 26 - L'attribuzione della testimonianza a Senofane si fonda essenzialmente sulla assai azzardata ricostruzione del suo nome (r. 6), suggerita da Vassallo (44 ad loc. "suppleverim e. g."). I versi di Euripide ivi citati (fr. 912 Kannicht) sono ora relegato fra quelli incertae sedis da Kannicht.

Xen. 36 - Il testo è troppo congetturalmente ricostruito non è sempre convincente.

Xen. 53 (94 n. 1) - Meineke non Meinecke.

Xen. 53 - L'identifcazione del Didimo citato da Stobeo con Ario Didimo è tutt'altro che sicura.

Xen. 95-105 - Tutti questi testi derivati dai Placita dello ps.-Plutarco (e lo stesso discorso vale per parte di quelli recuperati nello Stobeo = Xen. 205-218, nello ps.-Galeno = Xen. 243-250 e in Qustā ibn Lūqā = Xen. 271-279) risalgono all'opera 'dossografica' di Aezio la cui cronologia è da porre tra I e II sec. d.C. Sarebbe stato dunque opportuno aggiungere una rubrica consacrata a Aezio e corredare le varie rubriche con rimandi interni.

Xen. 109 - Ovviamente "ps. Lukian".

Xen. 118-121 - L'attribuzione dei Philosophoumena al vescovo di Roma Ippolito resta controversa e una nota in proposito sarebbe stata necessaria se non altro perché se l'autore non è Ippolito di Roma anche la cronologia (e quindi la posizione) dei testi cambia.

Xen. 204-220 - L'editore di Stobeo per Xen. 204-219 è Wachsmuth (non Wachsmuth/Hense). Così come il solo Hense è l'editore di Xen. 219.

Xen. 221-222 - Per i passi dal Contra Iulianum di Cirillo di Alessandria sarà da utilizzare la recente edizione di Chr. Riedweg (Berlin/Boston 2016).

Per certi estratti dallo ps.-Galeno (Xen. 247-250) risulterà ora utile la nuova edizione commentata appena uscita di M. Jas (Weisbaden 2018).

Xen. 257 - L'attribuzione a Hesychius Illustr. è falsa. Si tratta in effetti di un luogo dell'epitome bizantina delle Vite di Diogene Laerzio, integrata con lemmi biografici della Suda , trasmessa da diversi manoscritti, tutti copie dirette o indirette del Vaticanus gr. 96 (XII sec.).

Xen. 269-270 - Non Fozio, ma piuttosto Stobaeus ap. Phot. Qui Fozio riproduce infatti una lista degli autori che lo Stobeo aveva escerpito nel suo Anthologion .

Nella lista dei papiri, infine (549), la maggior parte delle date sono erronee. Il primo papiro è del I sec. av. C. (non II/I) in quanto tramanda un'opera di Filodemo; i seguenti quattro, anch'essi filodemei, sono tutti del I sec. "v. Chr." non "n. Chr."

Non possiamo infine che rinnovare una sincera gratitudine a Strobel e Wöhrle per questa sostanziosa e dotta raccolta in attesa della continuazione di nuovi volumi della Traditio Praesocratica .